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time to olvid

1 maggio 2012

quanti orologi ci sono in casa, appesi ai muri, sveglie, display di lettori di dvd, nell’auto, il cellulare che tengo sempre impostato con l’ora bene in grande, visto che lo uso – appunto – come orologio.
non ci si fa caso, finchè non si decide di non sapere che ora è; allora sì, ti rendi conto di tutti gli angoli, e le angolazioni che la tua vista deve evitare per non incontrare la consapevolezza dell’ora e, ancora peggio, dei minuti, per ingannare anche gli orologi biologici, se possibile.
adesso vado in campagna, da domani pomeriggio magari ricomincio a sapere che ore sono.
sarò senza internet, e dato che sarò anche senza auto, non credo che potrò andare nella piazzetta della banca a servirmi della wireless sprotetta che, come successo altre volte, un tizio ormai familiare ma sconosciuto mi ha inconsapevolmente messo a disposizione.

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