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15 giugno 2011

Nel fine settimana il pensiero è andato spesso all’incontro con Il Tizio; la sua visita mi aveva colto alla sprovvista, ma ripensandoci a mente fredda avevo trovato alquanto stravagante che Google proponesse un’assistenza “domiciliare”, per cosiddire, e a livello così capillare, tra l’altro, in un probabile tentativo di umanizzare il rapporto con l’utente; però, a dire il vero, la sensazione più strana la provavo ripensando alle caratteristiche del personaggio che mi avevano affibbiato. Da un punto di vista strettamente antropologico, Il Tizio rientrava pienamente nella figura del venditore di fregature: persona cordiale e sicura di sè, convinta e convincente, abbastanza invasiva; caratteristiche che, essendo totalmente assenti nella mia personalità, mi sarebbero normalmente sufficienti per tenerlo a distanza di sicurezza. Però…
però ero assediato dalla sensazione che Il Tizio mi fosse in qualche modo familiare, come se lo avessi già frequentato in passato; forse l’aspetto fisico, forse la voce; non riuscivo a focalizzare.
La cosa più probabile è che in una delle aziende presso le quali avevo lavorato in qualche remota epoca come consulente esterno, Il Tizio facesse parte di qualche settore, sicuramente quello commerciale.

Comunque il lunedì è giunto; arrivo in ufficio all’ora solita e mi trovo Il Tizio già sistemato in anticamera che intrattiene la segretaria raccontandole alcuni evidentemente interessantissimi aneddoti che aveva vissuto da protagonista; qualcosa di relativo alla vita nei sommergibili, o nei batiscafi; la segretaria sembra apprezzare, a giudicare dagli ansiti di gradimento, ed io, ben lungi dal dimostrare interesse per il racconto del Tizio, lo interrompo gentilmente invitandolo a entrare nella mia stanza e dichiarandomi pronto a iniziare immediatamente.
Si siede e mi apostrofa: prima di cominciare, mi tolga una curiosità: chi è quel signor… come si chiama, l’alleluja? Lo guardo interrogativamente; prego?
Sì, insomma, un nome di quel genere, l’osanna… spazia con gli occhi lungo la parete come cercando qualcosa e fermando lo sguardo finalmente sul riquadro REDAZIONE in alto a sinistra; ah, ecco, El Gloria. Cosa mi sa dire di lui?

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