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La leggenda della Piuma

12 giugno 2010

(di El Gloria)

I

1964
Inverno, penso, forse autunno
Si può immaginare la scena in bianco e nero, ma i colori ci sono
Nel 1964 ho quattro anni, sono un bambino paffuto con la frangetta sugli occhi e i capelli tagliati
con la tazza
Non ero ancora El Gloria, nè tutti quelli che hanno preceduto El Gloria
Ero Gus
Per la prima volta tornava in patria dall’Europa mia Zia Tere, la gemella di mia madre, e veniva
con mio Cugino Sandro, che allora aveva sette anni ed era la grande aspettativa di tutta la famiglia in questa parte del mondo in cui Palito Ortega era El Rey mentre i Beatles ed i Rolling Stones facevano urlare le folle nel resto della Pianeta
Sandro era anche la mia aspettativa, avrei incontrato il cugino con il quale avevo scambiato disegni, per lettera, la prima persona da conoscere personalmente che parlava una lingua diversa, e anche l’unico essere di dimensioni simili alla mia, in una famiglia dove il mio parente più vicino di età aveva 14 anni di più
Fin dall’inizio vi è stata una certa tensione tra lui e me, mi oppresse subito la sua superiorità e
nonostante lui non parlasse castigliano, si accorse che poteva dominarmi, quei tre anni di
differenza stavano giocando a suo favore
Ricordo che una volta, ci accordammo di giocare insieme
A Batman e Robin
Batman era il Mio Idolo
Di più
Niente poteva superare Batman per i miei 4 anni
Giocare insieme era bene, giocare con una altra persona è sempre bene
Solo che ovviamente il ruolo che mi era toccato non fu Batman
Fu Robin
Da lì in avanti tutto il resto è andato storto
Il momento culminante è stata la piuma
II
NSU Prinz
Mio padre aveva una piccola macchina tedesca, il suo orgoglio, una NSU Prinz (vedi http://www.testdelayer.com.ar) un gioiello, anche se un gioiello di dimensioni ridotte
Un pomeriggio freddo e tanta pioggia, siamo andati a fare un giro nella piccola macchina, alla guida mio padre, mia madre al suo fianco, dietro la Zia Tere, Sandro e me.
Girammo per diversi luoghi, ma ovviamente il clima non era tale da uscire dalla macchina ed ai teneri bambini di età breve e molto breve non importa praticamente nulla del paesaggio urbano
e della bellezza nascosta di certe stradine di Buenos Aires dei primi anni Sessanta, anche se
ciò si può estendere a qualsiasi città del mondo, in qualsiasi momento
In realtà i teneri bambini erano stufi del giro in macchina, gli adulti erano stufi dei teneri bambini, in cinque eravamo troppi in quel veicolo così ristretto ed il caldo all’interno tendeva ad appannare i vetri
Per risolvere questo problema è stato dato l’ordine di aprire le finestre, nonostante la pioggia,
(in effetti, la macchina aveva qualche problema di rifiniture, e l’acqua filtrava comunque attraverso le giunture)
Stavamo girando intorno a Plaza San Martin, quando Lei Entrò Dal Finestrino …
III
La piuma
Immaginate per un momento la situazione opprimente in un sottomarino della seconda guerra
mondiale perseguitato dalle bombe di profondità, l’aria umida e satura, rarefatta, l’acqua che filtra attraverso i giunti delle lamiere, satura di esseri umani in stato di tensione, che temono senza citarlo il loro futuro incerto …
Bene
Questa è una situazione abbastanza simile a quella vissuta in quel momento all’interno della NSU Prinz modello 62, almeno dal mio punto di vista attuale, quarantasei anni dopo
La situazione è esplosa nello stesso momento che La Piuma è penetrata da uno dei finestrini posteriori della vettura
Fece ciò che fanno tutte le piume
Cadendo lentamente, alla deriva, ondeggiando, cambiando direzione in modo irregolare,
a seconda dei flussi d’aria
Entrambi selvaggi, Sandro ed io siamo saltati uniti per la prima volta dallo stesso impulso,
la cattura della piuma
Un’immagine che può illustrare l’idea di quello che è successo: ricordate, trasmessa in televisione,
una qualsiasi partita dell’ NBA, immaginate due atleti neri saltando all’unisono e scontrandosi in aria mentre cercano di infilare la palla nel cerchio, i corpi sudati, i volti trasfigurati, le braccia tese, la lotta dei Titani che danno la vita per quella palla in quel momento …
Mi ricordo mio padre con una mano sul volante e l’altra gesticolando a caso, cercando di colpire qualcuno dei concorrenti, gli occhi assassini che prendono la mira attraverso l’immagine invertita del retrovisore, gli schiaffi più accurati di mia madre, che pur senza facilità di movimento per la sua posizione nel sedile del passeggero, poteva colpire con maggiore precisione, e finalmente
le tenaglie d’acciaio di mia zia sui nostri capelli ed orecchie, fu colei che effettivamente riuscì
ad immobilizzarci con successo, e probabilmente ad abbattere mio cugino
Mi ricordo che uscimmo malconci dalla vettura, i bambini piangendo e gli adulti a disagio e irritabili, ma sospetto che il freddo e la pioggia erano il male minore in quel momento
IV
Epilogo
(Emergere dopo la sanguinosa battaglia … rimettere in circolo l’ossigeno… caricare le batterie …)
Non ricordo altro di quella sera, anzi probabilmente non ricorderei neanche questo episodio,
se non fosse, per qualche ragione che non arrivo a comprendere, che mia madre e mia zia, finchè
hanno vissuto e mio padre ancora oggi, si sono impegnati a riportarlo alla luce sia a me che a mio cugino tutte le volte che è stato possibile e quindi stimo (stimiamo, Milo e me) che La Leggenda Della Piuma deve essere stata un fatto fondamentale nella nostra vita, anche se ancora non ci siamo resi conto in che modo
Ma questa è una cosa che lascio alle generazioni future, se lo riterranno opportuno.
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