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Cosa raccontava Dolores a José, al momento dell’interruzione – I lunedì della Contessa Barthory

1 marzo 2010

Stimato José

Mentre ed al fine di provare questo nuovo sistema di comunicazione ti racconto ciò che mi è successo domenica scorsa.

Erano le sette del mattino e suona il campanello.

Era una coppia di amici che veniva ad invitarmi per andare a scalare una montagna.

Rimasi a guardarli qualche secondo, confusa e insonnolita e mi azzardai a dire …

Continuo subito.

Dolores morales.

…………………………………..

A questo punto le arriva il messaggio di José, che non si disturbasse a scrivere…

Dolores morales, senz’altro compito che non fosse il logico invio di segni, si mise a indagare.

Come funzionava questo sistema?

Riusciva a volte più nelle questioni psicologiche che in quelle tecniche e sapeva che la sua accompagnatrice di quel pomeriggio nel teatro (la stessa che non aveva capito la battuta dell’animale che non era stato nominato nella prima riunione esplicativa), non si sarebbe presa la briga di cambiare la password.

Ancora una volta si ripeteva l’esperienza rara della certezza, la dolcissima convinzione che

Non si era sbagliata.

E pochi minuti dopo a José Gil arrivò un messaggio con un pilastro quadrato

Una zuppa di lettere molto adatta alla stampa:

JSCSKCSCSJJI

XJKSTRONZOSD

HUSDHÓIWEOCX

JXSOOIDIOTAM

Il giorno dopo anche Dolores ebbe una sorpresa, un messaggio di Angel Cortez, uno sconosciuto che aveva ritenuto opportuno irrompere in questo modo:

Dolores:

Chiedo scusa prima di tutto;

So che è sbagliato non rispettare l’intimità altrui, ma indagando con ardore puramente tecnico il funzionamento di questo metodo, ho scoperto di poter leggere qualche corrispondenza.

Ripeto che so inconfutabilmente che è male.

E reitero le mie scuse.

Ma ho trovato più intrigante di questo innovativo mezzo di comunicazione, in cui siamo numeri di prova, il racconto di quei giorni della tua vita scelti a caso.

Almeno ti chiedo, per favore, di continuare il racconto di cosa è successo quella domenica così presto, dato che l’hai troncato nella biforcazione di milioni di sentieri per cercare di indovinarlo e direttamente al centro della mia curiosità.

Se me lo racconterai, tenterò con piacere di disfarmi del tuo boomerang che vedo passare molto spesso alla portata delle mie mani, (la verità è un pericolo) e non restituirò mai a Gil il suo, perché benché non glielo dica in faccia, per educazione ed eleganza, non possiamo non osservare che è un imbecille.

Grazie

Angel Cortez

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